IP

Uso (e abuso) dell’immagine dei calciatori

Nel precedente articolo abbiamo descritto la disciplina dello sfruttamento dell’immagine di un sportivo famoso, evidenziando i limiti di tale pratica, ed elencato quali siano i requisiti sanciti dalla Suprema Corte che possono autorizzare la pubblicazione dell’immagine di un atleta pur in assenza del suo consenso. Ora, per comprendere meglio alcuni aspetti pratici dell’argomento precedentemente trattato, segue un piccolo elenco di casi “celebri” incentrati su questa spinosa materia.

Foto di Conan, Flickr

[Leggi il precedente articolo “Lo sfruttamento dei diritti di immagine nel mondo sportivo”]

Uno dei primi casi in assoluto è il c.d. caso Mazzola[1].

Alla fine degli anni settanta, una casa produttrice di giocattoli aveva fabbricato un bambolotto recante le sembianze del calciatore Sandro Mazzola, ritenendo che essendo il personaggio “sufficientemente noto” non fosse necessario il suo consenso ai fini della distribuzione del prodotto.

La Cassazione, confermando le due decisioni di merito precedenti, sancì che “il diritto alla tutela della propria immagine rappresenta un diritto della personalità e non si ha un diritto patrimoniale sulla stessa […] tuttavia, ciò non significa che un tale diritto non sia “disponibile” e quindi commerciabile da parte del suo titolare, purché sussista il consenso di quest’ultimo“.

Le conclusioni qui affermate dalla Suprema Corte sono state ribadite più volte e poste alla base di molte altre statuizioni, soprattutto di merito, in casi similari.

Nel 2003 il Tribunale di Tortona[2] si pronunciò a favore dell’ex olandese dell’ A.C. Milan Marco Van Basten, seguendo la prassi giurisprudenziale sopracitata, nel ricorso da questi promosso contro la diffusione di VHS raffiguranti la sua immagine con la maglia rossonera.

I giudici di merito, ravvisando l’assenza del consenso del giocatore allo sfruttamento della sua immagine, e dichiarata l’insussistenza dei presupposti descritti dall’art. 97 della legge n. 643/1941 che legittimerebbero l’uso di immagine altrui senza il suo consenso (nello specifico finalità informativa e preminente interesse pubblico), sentenziano l’illegittimità del commercio di tali videocassette. L’uso dell’immagine dell’olandese infatti viene ritenuto dai giudici come di carattere “esclusivamente lucrativo” e, pertanto, illegittimo vista la mancanza del consenso del titolare del diritto allo sfruttamento della sua immagine.

Nel 2005 il calciatore dell’ A.C. Milan Andriy Shevchenko adiva con successo il Tribunale di Milano lamentando la lesione della propria immagine relativamente ad un servizio fotografico autorizzato e pubblicato su una rivista straniera e poi riutilizzato in Italia.

I giudici di merito, non ravvisando alcun tipo di consenso nel riutilizzo del servizio, stabilirono che la diffusione precedente del servizio non fosse di per sé idonea ad un’arbitraria ed autonoma pubblicazione successiva nel nostro paese.

In questo modo viene aggiunto un’ altro elemento giurisprudenziale per regolamentare, seppur indirettamente i casi in materia: il fatto che le immagini siano già state pubblicate altrove, per poter essere nuovamente utilizzate necessitano nuovamente del consenso del titolare del diritto.

Recentissima è altresì la pronuncia del Tribunale di Napoli (ordinanza del 30 luglio 2013) a cui il famosissimo ex calciatore argentino Diego Armando Maradona si era rivolto ritenendo leso il suo diritto di immagine.

Questi i fatti: l’SSC Napoli aveva messo in commercio, in collaborazione con il Corriere dello Sport un DVD dal titolo “Diego Armando Maradona El Pibe de oro vs Edinson Cavani El Matador”.

Il DVD conteneva immagini di Maradona all’epoca in cui era giocatore della squadra partenopea.

I giudici della seconda sezione del tribunale hanno stabilito che: “Una società calcistica professionistica non può liberamente utilizzare le immagini dell’attività agonistica svolta da un calciatore – ai tempi in cui militava in quella squadra – senza il consenso dello stesso giocatore, per realizzare un dvd avente una finalità prettamente commerciale e lucrativa“.

Analizzando la pronuncia è possibile evincere come il Tribunale abbia ravvisato l’illegittimità dell’iniziativa editoriale del club azzurro vista l’assenza di consenso da parte del ricorrente.

Inoltre non è ravvisato l’elemento “informativo” che renderebbe legittima la diffusione delle immagini dell’atleta anche senza il suo consenso. Sottolinea inoltre l’organo di merito come la finalità perseguita dai resistenti abbia solo ed esclusivamente carattere lucrativo.

In tal modo, la tutela garantita ha riguardato non solo le mere sembianze fisiche della persona nota, ma ha ricompreso la riproduzione di peculiarità, prerogative o caratteristiche evocative del personaggio.

Analizzando la decisione dei giudici si evince inoltre che l’art. 3 della legge 81/91, nel disciplinare la prestazione sportiva dell’atleta, non autorizza allo stesso tempo la società a sfruttare anche l’immagine dello stesso in virtù del solo contratto di lavoro. Ciò in quanto secondo i giudici : ” l’immagine della prestazione di lavoro è cosa diversa dalla prestazione stessa“.

La sola immagine di cui la società può disporre è quella raffigurante un gruppo di giocatori con la divisa della squadra, con conseguente facoltà del club di concedere tale immagine a terzi, quali gli sponsor, per fini pubblicitari e promozionali (esempio classico di tale inciso è la produzione dei calendari delle società raffiguranti l’intera rosa in tenuta da gioco).


 

[1] Cass. Civ. 10 novembre 1979 n. 5790   , Sandro Mazzola co. Bambole Franca S.a.S.; considerato in ambito di diritto sportivo il “leading case” in materia di diritti di immagini. Tale decisione riprende i principi di diritto statuiti da una precedente decisione della Suprema Corte (Cass. Civ. 27 maggio 1975 n. 2129,) in materia del più generale diritto alla riservatezza e ai limiti dello stesso.

[2] Tribunale di Tortona 24 novembre 2003 caso Van Basten co. Logos Tv

Info sull'Autore

Alessandro Mazzucato

Avvocato del foro di Padova. Mi occupo di diritto civile e diritto dello sport.

Leggi articolo precedente:
6526317087_848d0f28b4_z
La stampa 3D: problematiche giuridiche

Lo sfruttamento dei diritti di immagine nel mondo sportivo

4020277369_882d43fb20_z
CookieLaw : non tutto il “male” vien per nuocere…

Chiudi