CAPIRE E CONOSCERE

Il concetto di “Nome a Dominio” e la sua natura giuridica

TLD h300
Scritto da Andrea Rinaldo

Ogni sito internet è contraddistinto da un nome a dominio che permette di accedervi in modo agevole. Attraverso questo articolo proviamo a capire le regole tecniche alla base dei nomi a dominio, distinguendo tra domini di primo livello e di secondo livello, cercando di capire anche l’inquadramento giuridico per la loro tutela.

Il concetto di dominio

Ogni sito internet è contraddistinto da un nome a dominio, vale a dire da una stringa alfanumerica che lo identifica e che permette agilmente di accedervi.

Rimanendo in termini molto generici, lasciando altrove definizioni più tecniche, proviamo a pensare ad una casa (il sito web) costruita su di un appezzamento di terreno (il server), raggiungibile da una strada e identificata da un determinato indirizzo, composto da una via e da un numero civico (il nome a dominio).

Ogni sito web infatti è installato su uno o più server, ed è raggiungibile attraverso la digitazione di un determinato nome a dominio nel proprio browser web. Inoltre, come più abitazioni non possono essere identificate per mezzo dello stesso numero civico, se collocate nella stessa via, allo stesso modo più siti web non possono essere associati allo stesso nome a dominio.

Ogni nome a dominio infatti è unico ed associato ad un sito web ben determinato, attraverso il reindirizzamento al server su cui risiede.

Tuttavia possono esistere più strade, in diversi paesi, con lo stesso nome. Allo stesso modo possono esserci identici nomi a dominio di secondo livello associati a differenti domini di primo livello.

Il dominio di primo livello (TLD)

Per capire quest’ultima affermazione dobbiamo chiarire cosa si intenda per dominio di primo livello.

Se un dominio internet è costituito da una serie di stringhe separate da punti, ad esempio dirittiweb.it, il dominio di primo livello (o top-level domain, TLD) è l’ultima parte del dominio internet, ovvero il .it

TLD

Esistono differenti tipi di domini di primo livello, sono un numero finito, scelti dalle autorità preposte, e vengono distinti come segue:

  • domini di primo livello nazionali (country code top-level domain o ccTLD): sono i domini che solitamente identificano una regione o una zona territoriale spesso identificata con uno stato. Possono essere previste delle limitazioni alla registrabilità di tali domini, legati alla residenza dei soggetti;
  • domini di primo livello generici (generic top-level domain o gTLD): sono i domini generici, in cui rientra anche i diffusi .com, .org, .info o .net. Tali domini inoltre dal 12 gennaio 2012 sono stati liberalizzati, permettendo la registrazione di una moltitudine di nuovi domini di primo livello;
  • domini di primo livello infrastrutturali (infrastructure top-level domain);

Come detto, i domini di primo livello, per quanto siano ora liberalizzati da parte di ICAAN, rimangono sempre un numero finito, più o meno liberamente registrabile.

I domini di secondo livello

Il dominio di secondo livello, di conseguenza, è la parte che precede il dominio di primo livello.

Riprendendo l’immagine di esempio:

Scond Level Domain

Il dominio di secondo livello è, quindi, la stringa alfanumerica che identifica in modo specifico un sito web e che ne permette l’accesso.

Inoltre non vi è un elenco finito di nomi a dominio tra cui scegliere, potendo il soggetto che voglia registrarlo definirlo a proprio piacimento, avendo come limite solamente la fantasia dei soggetti e la disponibilità degli stessi domini.

I domini di terzo livello

I domini di terzo livello seguono i primi due e sono strettamente collegati al dominio di secondo livello che di questo rappresentano, il più delle volte, una precisa sottosezione.

Essi non sono essenziali al fine della struttura di un dominio e vengono utilizzati dai registratari di uno specifico nome a dominio per instratare gli utenti verso specifiche sezioni e/o parti del proprio sito web.

Sono spesso utilizzati per gestire le diverse lingue:

Third Level Domain - Wiki

O per gestire le versioni mobile di un sito internet:

Third Level Domain -facebook

First come first served

Partendo da quanto sopra definito, appare evidente che laddove si voglia registrare un dominio, ad esempio il nostro nome e cognome, in un modo consono al sistema dei nomi a dominio, questo risulterà nella forma nomecognome.TLD

La parte nomecognome indica il dominio di secondo livello, liberamente scelta, mentre il TLD è il dominio di primo livello, scelta tra la lista dei top-level domain messi a disposizione degli utenti.

Una volta scelto il dominio di secondo livello che si intende registrare ne va valutata la disponibilità in relazione ai domini di primo livello.

Può tuttavia accadere che il dominio scelto sia già stato registrato da un diverso soggetto, magari nei domini TLD più conosciuti (.it, .com) in quanto, data la modalità di distribuzione first come first served questi vengono assegnati a chi primo ne faccia richiesta, a prescindere dall’esistenza di un diritto a registrare il dominio richiesto.

Alla registrazione di un determinato nome a dominio non vengono richiesti, infatti, dati a giustificare la determinata richiesta avanzata, cosicchè chiunque potrà registrare un dominio con il mio nome e cognome, o con la rappresentazione alfanumerica del proprio marchio o segno distintivo aziendale.

La natura giuridica del nome a dominio

Stabilito che i nomi a dominio sono in un certo qual modo “finiti”, nel senso che non possono esistere infiniti nome a dominio, ma sono sempre vincolati a quelli già registrati in precedenza, occorre stabilire se esista un diritto di un soggetto su un determinato nome a dominio, cosicché sia possibile in alcune occasioni “riassegnarlo”, o se la regola del “first come first served” sia imprescindibile.

Giurisprudenza e Dottrina si sono spesso divise sul punto, ma oggi si è arrivati ad una comune associazione dei Nome a Dominio con i segni distintivi e/o riconoscendo la stessa tutela prevista dal diritto al nome, di cui all’art. 7 del Codice Civile.

Tutela del nome

Innanzitutto viene riconosciuta dalla giurisprudenza una tutela ampia, legata alla tutela del nome, in applicazione dell’art. 7 del Codice Civile.

Si prevede infatti che la denominazione degli enti, in quanto equivalente del nome, gode della medesima tutela attribuita dall’art. 7 c.c. nel caso in cui il nome (o la denominazione) sia da altri usurpato con un pregiudizio di carattere economico o morale per il titolare. Il diritto di usare un nome a dominio spetta al titolare del diritto al nome e a chi ha provveduto per primo a registrarlo. 1

Art. 7. Tutela del diritto al nome.

*La persona, alla quale si contesti il diritto all’uso del proprio nome o che possa risentire pregiudizio dall’uso che altri indebitamente ne faccia, può chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, salvo il risarcimento dei danni.

L’autorità giudiziaria può ordinare che la sentenza sia pubblicata in uno o più giornali.*

Viene quindi riconosciuta al nome a dominio la stessa tutela del diritto al nome di un soggetto o di un ente avente personalità giuridica. In quest’ultimo caso tuttavia la stessa giurisprudenza non è univoca nel riconoscimento della tutela del diritto al nome alle persone giuridiche, riconoscendo, da un lato, il diritto al nome anche rispetto alle persone giuridiche e degli enti non riconosciuti (Cass. 832/1997), ma, dall’altro lato, ritenendo la denominazione della persona giuridica unicamente un “mezzo di attrazione della clientela”, che gode pertanto della tutela legata ai segni distintivi dell’impresa (Cass. 4036/1995; Cass. 10521/1994).

Pertanto, viene riconosciuta ampia tutela rispetto alla possibilità di registrare nomi a dominio direttamente collegabili al nome di un individuo, in forza del citato Articolo 7 c.c.

Si parla infatti di un diritto a registrare un dominio (di secondo livello, ndr) legato al nome o comunque alla precedente registrazione. Tuttavia, riconoscendo la tutela di cui all’articolo 7 c.c. è possibile, in caso di illegittima registrazione da parte di terzi, chiedere una riassegnazione del nome a dominio registrato, operando de facto una espropriazione dello stesso in favore del soggetto legittimato.

Tutela come segno distintivo

Il Nome a Dominio risulta inoltre essere una nuova forma di utilizzo dei segni distintivi dell’azienda stessa, con la conseguenza che l’utilizzo illecito e non autorizzato da parte di terzi arrecherebbe confusione negli utenti.

Infatti il domain name ha una doppia natura, una tecnica, di indirizzo delle risorse logiche della rete Internet, ed una distintiva, di caratterizzazione dell’indirizzo internet aziendale.

Ciò in quanto il nome di dominio è costituito da due parti, separate da un punto, che identificano in genere l’una l’impresa, o il titolare del sito, (dominio di secondo livello) e l’altra il settore in cui essa opera (dominio di primo livello)2, agli effetti della registrazione in internet due domain names possono coesistere se varia unicamente la seconda parte, ma si tratta di una “convivenza tecnica” che non è rilevante sul piano giuridico per risolvere il problema della loro eventuale reciproca confondibilità.
3

Come rappresentato, il segno distintivo si estrinseca infatti nella parte caratterizzante il nome a dominio, denominata Second Level Domain (o dominio di secondo livello), che potrebbe entrare in conflitto con altri segni4.

Ne consegue che utilizzare un marchio altrui come nome a dominio proprio potrebbe in alcuni casi costituire contraffazione, ancorché tale marchio non sia a sua volta utilizzato dal titolare anche come nome a dominio. Cià in base al principio di “Unitarità dei segni distintivi“, espresso dall’art. 22 del C.P.I.5

Art. 22. Unitarietà dei segni distintivi

  1. E’ vietato adottare come ditta, denominazione o ragione sociale, insegna e nome a dominio di un sito usato nell’attività economica o altro segno distintivo un segno uguale o simile all’altrui marchio se, a causa dell’identità o dell’affinità tra l’attività di impresa dei titolari di quei segni ed i prodotti o servizi per i quali il marchio è adottato, possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico che può consistere anche in un rischio di associazione fra i due segni.
  2. Il divieto di cui al comma 1 si estende all’adozione come ditta, denominazione o ragione sociale, insegna e nome a dominio di un sito usato nell’attività economica o altro segno distintivo di un segno uguale o simile ad un marchio registrato per prodotti o servizi anche non affini, che goda nello Stato di rinomanza se l’uso del segno senza giusto motivo consente di trarre indebitamente vantaggio dal carattere distintivo o dalla rinomanza del marchio o reca pregiudizio agli stessi.

Le forme di tutela

La forma di tutela del nome a dominio più conosciuta è la possiblità di chiedere la riassegnazione dello stesso. Verificato che un nome a dominio non è più disponibile, in quanto già registrato da un diverso soggetto, si potrà chiedere in alcuni casi che questo venga riassegnato a chi ne abbia diritto.

Le specifiche modalità per chiedere la riassegnazione di nome a dominio variano anche in base al tipo di dominio di primo livello registrato.

Ad esempio, nel caso si stia chiedendo la riassegnazione di un TLD .com si dovrà fare specifica richiesta innanzi ad un arbitro internazionale, tra quelli riconosciuti da ICANN, come potrebbe essere la WIPO; Nel caso di riassegnazione di un dominio .it gli organismi preposti alla risoluzione delle liti sono i Prestatori del Servizio di Risoluzione delle Dispute, o PRSD.

Nei prossimi articoli proveremo a capire più nel dettaglio tali procedure.


  1. Tribunale di Roma, 12/03/2008 
  2. L’associazione del dominio di primo livello quale “ambito in cui l’impresa opera” è diminuita notevolmente nel corso degli ultimi anni, passando più ad una scelta del TLD in base alla disponibilità di questo, alle tendenze o in base al gusto personale. Tale associazione potrebbe sta comunque tornando in auge con la liberalizzazione dei nuovi nomi a dominio, tra cui il .shop; 
  3. Tribunale di Bologna Sez. spec. propr. industr. ed intell. Sent., 14/11/2008. 
  4. Tribunale di Milano del 20/02/2009. 
  5. Tribunale di Bologna, 06/02/2009. 

Info sull'Autore

Andrea Rinaldo

Laureato in Giurisprudenza ed appassionato di informatica. Mi occupo di proprietà intellettuale, industriale, privacy ed ICT.

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