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La creatività dell’opera, tra forma espressiva e tratti essenziali

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Scritto da Andrea Rinaldo

Entriamo più nello specifico rispetto ai concetti di creatività e di soggettività, in relazione alle opere dell’ingegno, anche alla luce delle recenti pronunce giurisprudenziali.

(Foto di eliztesch, Flickr)

Quando parliamo di Plagio di un’opera ci riferiamo all’appropriazione, tramite copia totale o parziale, dei pregi di un’opera dell’ingegno altrui.

Come abbiamo già avuto modo di vedere il plagio di un’opera è una fattispecie molto particolare, che non si realizza nella pura e semplice copia dell’opera stessa, ma trova riscontro nell’assenza di novità e di creatività.

Abbiamo già detto, infatti, che i requisiti necessari affinché un’opera possa essere tutelata dalla legge su diritto d’autore sono:

  • la novità dell’opera;
  • la creatività;

Sottilineando altresì che un’opera può avere carattere creativo anche se composta di nozioni semplici.

Tale profilo è stato ulteriormente ribadito con importante pronuncia della Corte di legittimità, secondo cui: “prima ancora di verificare se un’opera possa costituire plagio di un’altra, il giudice del merito deve verificare, anche d’ufficio, se quest’ultima abbia o meno i requisiti per beneficiare della protezione richiesta, e ciò sia sotto il profilo della compiutezza espressiva, sia sotto quello della novità. Nella stessa pronuncia il Giudice affermava altresì come “anche un’opera avente forme espressive semplici e poco elaborate rientra nella categoria di opere protette dal diritto d’autore” (Cass. civ. Sez. VI – 1, Ord., 02-03-2015, n. 4216).

Si sono pertanto nuovamente espressi quei principi ribaditi più volte dallo scrivente, vale a dire che si ha creatività anche nella elaborazione e pubblicazione di elementi semplici. In quanto ciò che rileva è la particolare forma espressiva con cui le nozioni semplici vengono esternalizzate, nonché la soggettività dell’opera medesima.

Si ribadisce infatti che nell’ambito delle opere dell’ingegno, la creatività non è costituita dall’idea di per sè, ma dalla forma della sua espressione, ovvero dalla sua soggettività, di modo che la stessa idea può essere alla base di diverse opere d’autore, come è ovvio nelle opere degli artisti, le quali tuttavia sono o possono essere diverse per la creatività soggettiva che ciascuno degli autori spende, e che, in quanto tale, rileva per l’ottenimento della protezione.

Pertanto è il particolare modo di concatenare le parole a determinare l’originalità e la creatività di un’opera, non solo l’idea astratta che sta alla base dell’opera medesima.

Per contro, al fine della valutazione della possibile contraffazione, dovrà aversi riguardo non solo all’esistenza di differenze di dettaglio: ciò che conta è se i tratti essenziali che caratterizzano l’opera anteriore sono riconoscibili nell’opera successiva (cfr. Cass. 7077/90).

In altri termini. Dobbiamo trovare un equilibrio: da un lato dobbiamo tutelare ogni forma espressiva che appaia nuova e creativa, anche per l’unione di elementi e nozioni semplici; dall’altro dobbiamo tutelare le opere “precedenti” laddove siano mera copia integrale di opere “successive”, eccetto per taluni tratti di mero dettaglio.

Al fine di risolvere detto conflitto si dovrà quindi avere riguardo, come detto, e come ribadito dalla citata Cassazione n. 4216/2015, ai “tratti essenziali che caratterizzano l’opera anteriore“. Laddove l’opera cronologicamente successiva abbia tratti essenziali perfettamente coincidenti all’opera precedente si avrà contraffazione.

Laddove, invece, gli elementi di somiglianza esistenti tra le due opere avessero un carattere secondario, e non essenziale, sarebbe da escludersi il plagio.

Nel caso di specie, deciso con la citata Cassazione, n. 4216/2015, si è pertanto ritenuto di condividere l’orientamento della precedente corte di merito, secondo cui un episodio di una Serie Televisiva prodotto dalla RAI non avrebbe costituito Plagio di un’opera teatrale asseritamente precedente.

In particolare rileva che, sebbene accertato a seguito di raffronto delle due opere fosse chiaro come le stesse avessero alla base la medesima idea, questa appariva essere non nuova e non originale, e comunque non suscettibile di protezione. In ogni caso l’opera televisiva, pur riprendendo nella struttura narrativa e nei dettagli scenici l’opera teatrale, non costituiva derivazione di quest’ultima.

Per tale ragione si è ritenuto che vi fosse divergenza negli elementi fondamentali delle due opere, essendo ognuna espressione di autonoma creatività e novità, per cui meritevoli di tutela.

Info sull'Autore

Andrea Rinaldo

Laureato in Giurisprudenza ed appassionato di informatica. Mi occupo di proprietà intellettuale, industriale, privacy ed ICT.

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