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Facebook e le foto degli utenti. Quali diritti vengono ceduti al Social Network?

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Scritto da Andrea Rinaldo

Proviamo ad esaminare l’effetto che ha la pubblicazione di una foto su Facebook rispetto ai diritti dell’utente sulla stessa. In particolare, vediamo quali diritti vengono ceduti al noto social network.

(Foto di naixn, Flickr)

I diritti legati alla creazione di una foto

Dopo aver passato in rassegna la privacy policy di Facebook, proviamo ad analizzare un elemento cardine delle condizioni generali di utilizzo del social network, ovvero i diritti relativi alle foto pubblicate sulla nostra bacheca.

Le foto, le immagini, le registrazioni e le riproduzioni video o audio, così come altre opere intellettuali, sono disciplinate dalla legge sul diritto d’autore (Legge 22 aprile 1941, n. 633).

Tra le altre previsioni contenuti nel citato disposto normativo si prevede, all’art. 6, che:

Il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.

Pertanto al momento dello scatto di una fotografia, o della realizzazione di un video, nasce un diritto d’autore proprio del creatore dell’opera medesima.

Tale diritto, inoltre, ha la particolarità di non esistere solo laddove venga rivendicato, ma esiste sempre e comunque, in modo assoluto. Per l’effetto della previsione di cui all’art. 6 sopra menzionato, infatti, non serve rivendicare il diritto d’autore con la dicitura “Tutti i diritti riservati”, perché già con la creazione dell’opera l’autore ne acquisisce i diritti esclusivi.

Solo nel caso in cui si aderisca ad un diverso sistema di licenze, come le licenze Creative Commons, sarà necessario specificare la propria diversa volontà. In assenza di ulteriori specificazioni si intende sempre la volontà dell’autore di voler esercitare un diritto pieno ed esclusivo sulle proprie opere intellettuali.

Ciò detto, il diritto d’autore rispetto ad un opera comporta la nascita, in capo all’autore della stessa, di:

  • un diritto morale d’autore
  • un diritto allo sfruttamento economico dell’opera

Il diritto morale d’autore

Il diritto morale d’autore è il diritto di un soggetto ad essere riconosciuto autore dell’opera stessa, nonché a non vederla deformata o mutilata in modo tale da arrecare pregiudizio al suo onore ed alla sua reputazione.

Tale diritto è inalienabile, ai sensi dell’art. 22 della citata legge sul diritto d’autore.

Ne deriva che l’autore manterrà sempre il diritto a che la sua opera, la sua foto o la sua registrazione video siano a lui attribuite, anche laddove ceda a terzi i diritti allo sfruttamento economico dell’opera medesima. In ogni caso, nessuno potrà appropriarsi di una foto altrui e spacciarla come propria, o senza citare l’autore.

Il diritto allo sfruttamento economico dell’opera

Diverso è, invece, il caso del diritto allo sfruttamento economico dell’opera.

Ogni autore ha il diritto a trarre un vantaggio economico dalla propria opera in modo a lui congeniale, anche tenendo la propria opera segreta, decidendo di non divulgarla e/o pubblicarla.

Secondo l’art. 12 della legge sul diritto d’autore, infatti:

  1. L’autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l’opera.
  2. Ha altresì il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo, originale o derivato, nei limiti fissati da questa legge, ed in particolare con l’esercizio dei diritti esclusivi indicati negli articoli seguenti.
  3. E’ considerata come prima pubblicazione la prima forma di esercizio
    del diritto di utilizzazione.

Per tale ragione, l’autore di una foto, ha la possibilità di trarre ogni beneficio economico dalla stessa, decidendo ad esempio di diffonderla pubblicandola in un social network, come Facebook.

Inoltre, va considerato che anche dopo la pubblicazione dell’opera in internet, sebbene questa sia liberamente copiabile e riproducibile, non può applicarsi il principio dell’esaurimento.

Secondo tale principio, applicabile invece al diritto industriale, la messa in commercio o la distribuzione di un bene nel territorio dell’Unione europea, comporta per il titolare di uno o più diritti patrimoniali su quel bene la perdita del diritto di disporre dello stesso (fonte Wikipedia).

Tuttavia, in tema di proprietà intellettuale (cioè per le foto) non si applica “il principio dell’esaurimento”, con la conseguenza che, l’aver l’autore già permesso la divulgazione dell’opera attraverso l’inserimento in siti internet, non comporta per ciò solo una “cessione” del diritto di sfruttamento, che continua ad appartenere al creatore.

Pertanto, l’utilizzo a fini commerciali senza previa autorizzazione di una foto, anche se già immessa in Internet, è una lesione del diritto d’autore, che si concreta nel pregiudizio recato all’esclusiva sulla riproduzione dell’opera, nonché all’esclusiva sulla messa in commercio della stessa.1

La cessione del diritto di sfruttamento economico dell’opera

Il diritto di sfruttamento economico dell’opera, a differenza del diritto morale sulla stessa, è liberamente alienabile.

Ciò signfica che se viene realizzata un’opera intellettuale da parte di un soggetto, questo può decidere nella sua disponibilità dei diritti, di cederla a terzi, i quali potranno sfruttarla economicamente.

Va considerato tuttavia che l’art. 19 della legge sul diritto d’autore prevede che i diritti esclusivi legati al diritto d’autore sono tra di loro indipendenti. Ciò significa essenzialmente che l’autore potrà disporre in modo diverso dei vari diritti di sfruttamento economico della medesima opera.

Ad esempio, potrà cedere il diritto di realizzare un’opera cinematografica dal suo libro, ma riservarsi quello di tradurlo in diverse lingue.

Ma cos’è una fotografia?

Definito il diritto d’autore, nonché il diritto morale ed il diritto allo sfruttamento economico dell’opera, rimane da definire cosa sia una fotografia. Tutti siamo a conoscenza del concetto generale di foto, ma dobbiamo definirla a livello giuridico.

Ciò detto ci viene in soccorso l’art. 98 della citata legge.

Sono considerate fotografie ai fini dell’applicazione delle disposizioni di questo capo le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell’arte figurativa e i fotogrammi delle pellicole cinematografiche.

Non sono comprese le fotografie di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili.

Appare evidente che il concetto di foto inteso dalla disposizione in esame è notevolmente ampio, ricomprendendo praticamente ogni definizione di riproduzione per immagine di persone o di aspetti della vita naturale.

Il caso di Facebook

Abbiamo detto che il diritto di sfruttamento economico dell’opera è cedibile a terzi da parte dell’autore. Tale trasferimento dovrà avvenire certamente attraverso un negozio, più propriamente tramite un contratto, nel quale siano espressamente previsti i diritti trasferiti.

Nel momento dell’iscrizione a Facebook si accettano delle Condizioni Generali di utilizzo, ovvero un contratto, tramite l’apposita spunta in fase di registrazione (torneremo sul concetto di sottoscrizione telematica in altra sede). Quindi, al fine di poter capire realmente quali diritti si siano trasferiti al noto social network, si dovrà fare affidamento a tali Condizioni Generali.

Al punto “Condivisione dei Contenuti” delle suddette Condizioni Generali di Utilizzo si prevede quanto segue:

Per quanto riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale, ad esempio foto e video (“Contenuti IP”), l’utente concede a Facebook le seguenti autorizzazioni, soggette alle impostazioni sulla privacy e alle impostazioni delle applicazioni: l’utente concede a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, per l’utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook (“Licenza IP”). La Licenza IP termina nel momento in cui l’utente elimina il suo account o i Contenuti IP presenti nel suo account, a meno che tali contenuti non siano stati condivisi con terzi e che questi non li abbiano eliminati.

Ora, analizziamo tale previsione attentamente.

…l’utente concede … una licenza non esclusiva…

Innanzitutto si indica che l’utente concede a Facebook una licenza non esclusiva di utilizzo. Sta a significare che l’utente, qualora decidesse di pubblicare una foto, o un video, su Facebook, implicitamente cederà al Social Network la possibilità di utilizzare quella foto.

Tuttavia la licenza concessa dall’utente con la stipula del contratto è non esclusiva. Ciò significa che l’utente non si priva della possibilità di sfruttare a suo modo quella foto. Detto utente, infatti, potrà cedere il diritto di utilizzo a terzi, nonché cederla ad altre riviste, o pubblicarla con ulteriori e differenti mezzi.

…una licenza … trasferibile…

Si indica che la licenza è trasferibile. L’utente, data la non esclusività della licenza concessa a Facebook, potrà cedere a terzi il proprio diritto. Tuttavia anche Facebook potrà trasferire la propria licenza a terzi, o concederla in sublicenza.

Per tale motivo Facebook diverrà operatore autonomo con possibilità di trasferire a terzi il diritto allo sfruttamento dell’opera, ponendosi, tra l’altro, in concorrenza diretta con l’autore dell’opera medesima.

Esemplifichiamo. Un utente scatta una fotografia di una famiglia allegra che beve Coca-Cola. L’omonima multinazionale vede la foto e decide di utilizzarla per una campagna pubblicitaria. Avrà due possibilità, la prima, di andare direttamente dall’autore e chiedere a questi di poter sfruttare economicamente la foto, la seconda, andare direttamente da Facebook e chiedere il trasferimento del diritto di utilizzo della medesima foto.

Ciò detto, appare evidente che la convenienza si avrà nell’andare dall’operatore che offre il prezzo minore. Non necessariamente l’autore.

…Che può essere concessa come sotto licenza…

Non solo, il Social Network potrà anche concederla in sublicenza.

La cosa notevolmente interessante è che non serve nessuna autorizzazione da parte dell’autore, in quanto l’autorizzazione stessa è già stata concessa all’inizio, con l’adesione alle Condizioni Generali di Facebook.

Notiamo una cosa. La clausola afferma “Può essere concessa” e, al punto precedente, “Trasferibile“; sta a significare che non ogni contenuto trovato su Facebook può essere preso, copiato e ricondiviso o pubblicato, utilizzandolo a fini economici, come ha fatto ad esempio Il Corriere della Sera con il suo book “Je Suis Charlie”.

La clausola, infatti, per come è formulata implica che ai fini della ricondivisione vi sia una apposita autorizzazione da parte di Facebook.

La licenza di sfruttamento economico viene data dall’utente al Social Network. Questi avrà in seguito un diritto a trasferire o sublicenziare. Ma è sempre Facebook a poter disporre della licenza e poter concedere la stessa in sublicenza o trasferirla. La pubblicazione di un contenuto non è di per sé una autorizzazione a terzi, perché, come detto, non è applicabile il principio di esaurimento comunitario.

…Libera da royalty…

Infine, la concessione in licenza è libera da royalty. Ciò significa che l’utente non prenderà alcun centesimo dall’utilizzo della menzionata foto da parte del Social Network.

Attenzione, per come è strutturata la frase non significa che anche Facebook non prenderà nulla dall’utilizzo della foto.

Leggendo bene, infatti:

” … l’utente concede a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty …”

Significa che è l’utente a cederla libera da royalty, non Facebook.

“… soggette alle condizioni della privacy …”

Va considerato, tuttavia, che Facebook rimane limitato alle impostazioni di Privacy con cui condividete la foto.

La frase delle Condizioni Generali: “soggette alle impostazioni sulla privacy”; implica che i contenuti potranno essere concessi in licenza e ceduti a terzi solo se questi vengono diffusi nel social network con impostazione “Pubblica”, non se viene condiviso solo tra “Amici”.

La formulazione della clausola in esame, tuttavia, appare ambigua, in quanto non indica se le impostazioni di Privacy siano quelle del primo soggetto che ha pubblicato il contenuto, o quelle di diversi soggetti che l’hanno successivamente condiviso.

Tuttavia si può agevolmente ritenere che se l’autore iniziale ha condiviso la foto con un determinato profilo di pubblicità (Ad. es. tra i soli “Amici”), ogni condivisione che vada oltre tale profilo di pubblicità vada considerata come violazione della volontà dell’autore, nonché in violazione del suo diritto d’autore.

Il termine della licenza

La licenza concessa termina nel momento in cui l’utente si cancella, o cancella il contenuto protetto da diritto d’autore, il tutto “a meno che tali contenuti non siano stati condivisi con terzi e che questi non li abbiano eliminati.

La clausola anche qui appare certamente particolare. Per come formulata, infatti, lascia intendere che i contenuti debbano essere condivisi con terzi e non condivisi da terzi.

In altri termini, rafforza quanto sopra definito in relazione al fatto che la licenza di utilizzo, la possibilità di trasferire detta licenza e la possibilità di sublicenziarla, sia in capo solo a Facebook e che questi sia l’unico con il diritto di concederla in utilizzo (oltre all’utente, si intende).

Infatti la definizione “condivisi con terzi” implica che l’utente ad aver condiviso il contenuto con soggetti terzi, non che soggetti terzi abbiano preso il contenuto dell’utente e l’abbiano ricondiviso.

La formulazione è tuttavia dubbia. Si potrebbe pensare, infatti, che un contenuto vada inteso “condiviso con terzi” nel momento in cui viene pubblicato nella propria bacheca. Per tale motivo, laddove questi terzi abbiano preso il contenuto e l’abbiano ricondiviso la licenza continuerebbe a “sopravvivere” fintanto che l’utente artefice della ricondivisione non cancelli il contenuto.

Per contro, non ci sarebbe alcuna concessione di licenza di utilizzo laddove il contenuto venga caricato direttamente da terzi (semplice condivisione, non ricondivisione). In tal caso si avrebbe, invece, violazione del diritto d’autore.

La formulazione potrebbe tuttavia essere interpretata diversamente. Potrebbe infatti intendere che il contenuto sia “condiviso con terzi” quando viene pubblicato direttamente nella “bacheca” di terzi.

Le Condizioni di Utilizzo del Social Network non indicano quando il contenuto vada inteso “condiviso con terzi“, ma la definizione a detto concetto va desunto dal punto relativo alla privacy:

Abbiamo sviluppato la nostra Normativa sui dati in modo che fornisca indicazioni fondamentali su come usare Facebook per condividere contenuti con altre persone

Inoltre, la natura stessa del Social Network viene strutturata per condividere contenuti con terzi.

Per tale motivo appare più agevole ritenere che il concetto di “condiviso con terzi” vada inteso nella sua formulazione più semplice, ovvero “Pubblicato nella propria bacheca in modo che altri possano accedervi”, e non, nella più complessa “Pubblicato nella bacheca di terzi” o “Pubblicato taggando terzi”.

Il problema è che, utilizzando la definizione generale, si comprenderà praticamente ogni azione di condivisione di contenuti con un pubblico più o meno ampio. La conseguenza è l’impossibilità concreta, una volta inserito in internet un contenuto, di revocare la licenza a Facebook per la condivisione e la ripubblicazione del contenuto caricato.

Ovviamente il tutto rimarrà legato alle impostazioni sulla Privacy inserite in fase di pubblicazione del contenuto. L’aver ristretto l’area di pubblicità del contenuto, infatti, permetterebbe di limitare la licenza concessa a Facebook.

Avuto comunque riguardo alla possibilità da parte di soggetti di ricondividere le nostre immagini.

Concludendo

Concludendo questa lunga disamina sui diritti degli utenti in relazione alle foto postate su Facebook, possiamo riassumere che:

  1. Le foto pubblicate su Facebook vengono concesse in licenza allo stesso Social Network, il quale potrà trasferire a terzi tale diritto ovvero sublicenziarlo, senza versare alcuna Royalty all’autore;
  2. L’utente mantiene comunque un diritto alla paternità dell’opera pubblicata;
  3. I terzi non potranno, in assenza di autorizzazione da parte di Facebook, unico licenziatario, riutilizzare i contenuti caricati;
  4. Possiamo in ogni caso cancellare l’account o la foto, revocando così la licenza a Facebook, a meno che non siano state condivise con terzi e questi continuino ad utilizzarle;
  5. I diritti di Facebook circa la licenza di utilizzo sono limitati dalle impostazioni sulla privacy scelte in fase di condivisione;

Dobbiamo pertanto fare molta attenzione alle Condizioni Generali di Utilizzo accettate in fase di registrazione, soprattutto con riguardo ai numerosi diritti che si concedono a Facebook circa l’utilizzo dei nostri contenuti.

Tuttavia, laddove si ravvisi da parte di terzi l’illecito utilizzo dei contenuti da noi pubblicati, non tutto appare perduto, poiché per come formulate, le Condizioni Generali di Utilizzo potrebbero tornare a vantaggio dell’utente.

Ogni terzo al fine di poter riutilizzare una foto dell’utente dovrebbe avere un’autorizzazione da parte del Social Network, al quale l’autore ha concesso la licenza d’utilizzo.

Inoltre vanno sempre considerate le impostazioni di privacy dell’Utente che per primo ha postato il contenuto.

Il problema si pone, al più, verso quegli autori che pubblichino le proprie opere o le proprie foto su Facebook. Tali autori saranno infatti notevolmente vulnerabili, in quanto pubblicano con un grado di pubblicità elevato per far conoscere le proprie opere.

Invero, anche in questo caso, a tutela degli autori, va considerato che le Condizioni Generali del Social Network prevedono che venga trasferito il diritto di sfruttamento economico dell’immagine in quanto tale. Anche in caso di sublicenza o trasferimento del diritto in questione va sempre considerato limitato alla foto stessa, considerata come contenuto digitale.


  1. Trib. Genova Sez. VI, 20/04/2006 

Info sull'Autore

Andrea Rinaldo

Laureato in Giurisprudenza ed appassionato di informatica. Mi occupo di proprietà intellettuale, industriale, privacy ed ICT.

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