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La scure dell’Antitrust sulle compagnie telefoniche: STOP ai servizi premium.

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Scritto da Alberto Nicolai

L’AGCM ha pesantemente sanzionato (5 milioni di euro) Telecom, Wind, Vodafone e H3G per pratiche commerciali scorrette con riferimento ai servizi in abbonamento per dispositivi mobili.

La diffusione degli smartphone è ormai un processo inarrestabile, che ha portato cambiamentiti radicali nella vita di tutti noi.

Coloro che possiedono un telefono di nuova generazione sanno ormai perfettamente che, per scaricare una applicazione, devono accedere al “Market/Store” presente in ogni device e procedere con il download della App (gratuita o a pagamento).
Questo è il metodo classico (anche se non l’unico) per installare nuovi applicativi, di qualsiasi tipo, su dispositivi mobili.

Ma nonostante il meccanismo sia piuttosto semplice, c’è ancora chi si affida, o meglio si lascia abbindolare, dalle invadenti pubblicità che circolano in rete con cui vengono venduti giochi, oroscopi, suonerie (nel 2015 c’è ancora chi spaccia le suonerie polifoniche come magie rivoluzionarie), pronostici, aforismi, sfondi, screensaver… spesso proposti in abbonamento, con canoni anche piuttosto costosi.

Altre volte queste App, o meglio questi servizi premium, vengono invece attivati cliccando inavvertitamente su un banner particolarmente subdolo, ovvero a totale insaputa dell’utente, senza che egli abbia manifestato in alcun modo la volontà di ricevere il dato servizio.

A dare un giro di vite è stata l’Antitrust, che è intervenuta proprio in questi giorni per arginare il fenomeno, sanzionando molto pesantemente (si parla complessivamente di una cifra superiore ai 5 milioni di euro) i principali operatori di telefonia mobile italiani: Telecom, H3G, Wind e Vodafone.

I “capi d’accusa” riguardano:

  • la mancanza di un’idonea informativa che avvertisse i clienti, al momento della sottoscrizione di una nuova Sim Card, della possibilità di bloccare preventiviamente l’attivazione di servizi in abbonamento da parte di società terze (così facendo, l’utente non viene reso edotto del potenziale rischio a cui è soggetto);
  • l’automatica attivazione del servizio in abbonamento, con l’evidente complicità delle compagnie telefoniche che trattenegono una grossa percentuale dei ricavi derivanti dal servizio stesso, senza che il cliente possa preventivamente autorizzare, nella piena consapevolezza, il download dell’App o del servizio a pagamento.

Negli ultimi anni l’Antistrust aveva ricevuto più di 2.700 segnalazioni e sono state presentate quasi 600 denunce alle autortià competenti.

Nel comunicato stampa emesso dalla stessa AGCM leggiamo infine che:

Ai sensi del Codice del Consumo, l’Agcm ha giudicato questa pratica contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore. La stessa Autorità ne ha vietato perciò la diffusione o continuazione, oltre a irrogare le sanzioni, stabilendo che gli operatori comunichino entro 60 giorni le iniziative assunte per ottemperare alla diffida.

Vi terremo senz’altro aggiornati sulle misure che verranno adottate dalle compagnie telefoniche sanzionate.

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Info sull'Autore

Alberto Nicolai

Avvocato. Appassionato di informatica dai tempi del 286 con MS-Dos e Windows 3.1, mi occupo prevalentemente di Diritto Informatico, ICT, Privacy e Website Legal Compliance. Il mio sito personale è albertonicolai.it

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