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La liceità della ricondivisione dei contenuti. Gli “embedded link”.

Utilizzare la tecnica dell’”Inline link”, per includere nel proprio sito web un contenuto di terzi, non comporta violazione del diritto esclusivo alla comunicazione dell’opera ai danni dell’autore della stessa, se il contenuto ricondiviso sia già stato pubblicato su un altro sito web e l’opera non sia né trasmessa ad un pubblico nuovo, né trasmessa utilizzando una tecnica differente da quella originariamente prevista.

Il Caso

Le seul fait qu’une œuvre protégée, librement disponible sur un site Internet, est insérée sur un autre site Internet au moyen d’un lien utilisant la technique de la «transclusion» («framing»), telle que celle utilisée dans l’affaire au principal, ne peut pas être qualifié de «communication au public», au sens de l’article 3, paragraphe 1, de la directive 2001/29/CE du Parlement européen et du Conseil, du 22 mai 2001, sur l’harmonisation de certains aspects du droit d’auteur et des droits voisins dans la société de l’information, dans la mesure où l’œuvre en cause n’est ni transmise à un public nouveau ni communiquée suivant un mode technique spécifique, différent de celui de la communication d’origine.

La decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, procedimento C-348/13, giunge a seguito di una richiesta di intervento per una questione promossa in via pregiudiziale dal giudice tedesco nella vertenza tra BestWater Internazional GmbH, società attiva nella produzione e commercializzazione di filtri per l’acqua, contro due soggetti, rivenditori per un’azienda concorrente.

L’oggetto della questione pregiudiziale riguardava l’interpretazione dell’art. 3, paragrafo 1, direttiva 2001/29/CE. In particolare, l’interpretazione da darsi nel caso specifico di inserimento in un sito web del “link embedded” di un video sul quale la società BestWater deteneva i diritti di esclusiva.

l’inline link o embedded link è una forma di citazione o di inclusione in una pagina di contenuti non caricati nel dominio della pagina medesima. Il risultato ottenuto è quello di permettere la visualizzazione in una determinata pagina web di un contenuto caricato altrove.

Nel caso in questione, il video originario era caricato su Youtube, apparentemente senza autorizzazione di BestWater, nonché reso disponibile al pubblico sul sito dei due rivenditori, mediante acclusione nella loro pagina web dell’embedded link fornito direttamente da Youtube.

L’interpretazione data dalla Corte di Giustizia

La questione pregiudiziale ricadeva sull’interpretazione da darsi all’art. 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29/CE, rubricato “Diritto di comunicazione di opere al pubblico, compreso il diritto di mettere a disposizione del pubblico altri materiali protetti” e secondo il quale:

Gli Stati membri riconoscono agli autori il diritto esclusivo di autorizzare o vietare qualsiasi comunicazione al pubblico, su filo o senza filo, delle loro opere, compresa la messa a disposizione del pubblico delle loro opere in maniera tale che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente.

La ratio della norma citata è quella di tutelare il diritto di prima comunicazione dell’opera a favore dell’autore della stessa.

La Corte, riprendendo la sua costante linea interpretativa, recentemente espressa anche nel caso C-466/12, ha confermato che sebbene l’atto di comunicazione al pubblico vada sempre riservato al titolare dei diritti sull’opera, l’attività di incorporazione del link o del video è libera qualora l’opera ri-condivisa abbia come destinatario il medesimo pubblico della prima comunicazione, nonché utilizzi i medesimi strumenti tecnici utilizzati per la prima condivisione.

Il concetto di “pubblico nuovo”

In altre parole, se il video, o qualsivoglia contenuto, è già stato pubblicato una prima volta e reso visibile alla totalità degli internauti, l’attività di un soggetto terzo che prenda quel video e lo ri-condivida tramite incorporazione dello stesso in una pagina del suo sito internet va considerata lecita.

Infatti, come precisamente indicato dalla Corte, l’elemento di discrimine per l’applicabilità dell’art. 3, paragrafo 1, direttiva 2001/29/CE, e quindi per limitare la possibilità di nuova comunicazione dei contenuti, è che il pubblico a cui viene destinato il link ricodiviso sia un pubblico nuovo. Con tale termine si vuole intendere un pubblico che nella prima condivisione fatta dall’autore dell’opera non aveva accesso all’opera, ad esempio perchè il contenuto era disponibile solo previa registrazione al sito dell’autore, e che nella nuova ricondivisione viene messo nella possibilità di accedere liberamente alla risorsa.

L’identità dello strumento tecnico utilizzato per la ricondivisione

Ulteriormente va aggiunto che secondo l’interpretazione della Corte di Giustiza elemento necessario, ai fini della liceità della ricondivisione, è che il contenuto sia ricondiviso utilizzando la stessa tecnica specifica della condivisione originaria.

Con ciò deve intedersi che laddove il video sia stato distribuito utilizzando la piattaforma Youtube, l’inline link dovrà rimandare al video originale, caricato proprio su Youtube. L’utente che effettui la ricondivisione non dovrà per tale motivo utilizzare differenti strumenti di condivisione, ad esempio scaricando il video e caricandolo su una differente piattaforma.

Precisazione per lo specificio caso dell’inline link e degli embedded link

Vi è di più, perchè la conclusione a cui arriva la Corte è da ritenersi valida anche nel caso, specifico proprio nell’“inline link”, in cui l’apertura del contenuto protetto da diritto d’autore da l’impressione che quanto mostrato nel sito, per mezzo dell’incorporamento, proviene dal sito in cui lo si sta diffondendo per la seconda volta.

Ciò signfica che la perfetta continuità, ad esempio, tra il testo di un articolo ed il video in esso incorporato non comporta violazione del diritto esclusivo in capo all’autore, come sopra descritto.

Conclusioni

La Corte conclude, pertanto, che l’attività di inline link non comporta violazione dell’art. 3, paragrafo 1, direttiva 2001/29/CE, nella misura in cui l’opera non sia né trasmessa ad un pubblico nuovo, né trasmessa utilizzando tecniche differenti da quella originariamente prevista.

Le implicazioni di tale interpretazione sono notevoli:

  • la possibilità di inserire liberamente, in una pagina internet, contenuti protetti da diritto d’autore, nel caso in cui questi siano già stati resi disponibili al pubblico. Si esclude il caso specifico in cui per poter accedere al contenuto sia necessaria una qualche forma di registrazione al sito del soggetto che l’abbia pubblicato;
  • la possibilità di inserire tali contenuti senza dover rimandare al link originario, ma utilizzando il più comodo sistema dei link embedded. In tal modo si evita che il soggetto che sta navigando sul vostro sito debba uscire dallo stesso per poter visualizzare il contenuto.

Tuttavia dovranno considerarsi ulteriori elementi: la libera ricondivisione di contenuti non esonera dall’obbligo di indicare la fonte, o di riconoscere all’autore i diritti morali sull’opera.

Info sull'Autore

Andrea Rinaldo

Laureato in Giurisprudenza ed appassionato di informatica. Mi occupo di proprietà intellettuale, industriale, privacy ed ICT.

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