PRIVACY

I limiti del Consenso a Whatsapp per la raccolta dei dati

Iniziamo una piccola digressione sulle implicazioni che può avere l’utilizzo di un semplice servizio di messaggistica istantanea nell’applicazione pratica della normativa privacy attualmente vigente.

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You expressly acknowledge and agree that in order to provide the Service, WhatsApp may periodically access your contact list and/or address book on your mobile device to find and keep track of mobile phone numbers of other users of the Service. When providing your mobile phone number, you must provide accurate and complete information. You hereby give your express consent to WhatsApp to access your contact list and/or address book for mobile phone numbers in order to provide and use the Service. We do not collect names, addresses or email addresses, just mobile phone numbers. – TOS of Whatsapp

Siamo certi di poter controllare il nostro numero di telefono?

E’ ormai chiaro che gli SMS stanno rapidamente cedendo il passo a sistemi più efficienti di messaggistica istantanea, come Whatsapp, Viber, Telegram o altri.
Tuttavia quando chiediamo il contatto a qualcuno sentiamo spesso la frase “Non uso Whatsapp perchè non mi piace l’idea di dare il mio contatto a compagnie internazionali che possano usarlo per chissà quale fine”. Ragionamento più che giustificabile, tanto più ora che Whatsapp è passata sotto il diretto controllo di Facebook.
Il problema è che la mancata iscrizione ad un servizio di messaggistica non significa necessariamente che il vostro numero non entrerà a far parte dell’immenso archivio del medesimo servizio.
Va considerato che Whatsapp compie continue verifiche sulle rubriche degli utenti, al fine di associare un determinato contatto ad una determinata utenza e consentire l’utilizzo del servizio.

Una questione di “Consenso”

Ma chiediamoci una cosa, chi fornisce a Whatsapp Inc., o ad altri servizi di messaggistica il consenso a trattare il vostro numero di telefono quando voi avete deciso di non utilizzare i vostri servizi?

Cosa vuol dire “Trattare” un dato?

Innanzitutto dobbiamo definire cosa si intenda per Trattamento dei dati personali
Il nostro Codice della Privacy prevede all’art. 4, rubricato definizioni, che con il termine Trattamento debba intendersi:

qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l’ausilio di strumenti elettronici, concernenti la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la conservazione, la consultazione, l’elaborazione, la modificazione, la selezione, l’estrazione, il raffronto, l’utilizzo, l’interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati, anche se non registrati in una banca di dati;
Per tale motivo, l’azione operata da Whatsapp, nell’effettuare l’accesso ad una rubrica telefonica per estrarne le informazioni necessarie all’azione di matching è certamente accesso effettuato con strumenti elettronici al fine di raccogliere e di consultare dei dati, per poterli successivamente utilizzare, raffrontare ed interconnettere tra loro.

Ma che tipo di dato è il nostro numero di telefono?

Il Codice della Privacy si applica a tutela del trattamento dei dati personali. I quali si dividono in dati identificativi, dati sensibili e dati giudiziari. Nel caso del numero di telefono personale questo dovrebbe ricadere nel novero dei dati personali.

Per comprendere se il numero di telefono sia o meno soggetto alla tutela del Codice, dobbiamo partire dalla definizione di dato personale, vale a dire:

qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale.

Spingendosi oltre, dobbiamo vedere se tale disposizione può essere applicata al numero di telefono personale. Sul punto si è già espressa la Suprema Corte che con Cass. pen. Sez. III, 17/02/2011, n. 21839 ha equiparato il numero di utenza cellulare ad un dato sensibile, concludendo che:

Integra il reato di trattamento illecito di dati personali la condotta del soggetto che, venuto in possesso del numero di utenza cellulare di altro soggetto, lo diffonda senza il consenso di quest’ultimo (nella specie, il numero era stato pubblicato in una chat pubblica).

Ora, seppur non potendo condividere l’interpretazione data dalla Suprema Corte sulla classificazione del numero di telefono quale dato Sensibile (il dato sensibile è infatti tassativo, essendo solo quello idoneo a rivelare i dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale) la pronuncia sopra descritta è importante perchè comunque ritiene il numero di telefono un dato personale, in quanto il dato sensibile è species del più ampio genus dei dati personali.

Ma chi autorizza il trattamento dei vostri dati da parte di WhatsApp Inc.?

Ora qui nasce il problema. Definito che il numero di telefono è un dato personale e che WhatsApp Inc. effettua il trattamento di tale dato, ci chiediamo se la società è autorizzata ad effettuare tale trattamento, o chi l’abbia autorizzata.
Bene, al fine di avere l’autorizzazione al trattamento dei dati personali serve un’azione da parte del soggetto interessato chiamata “Consenso”.
L’art. 23 del Codice Privacy prevede infatti che:

Il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici è ammesso solo con il consenso espresso dell’interessato.

Per tale ragione nel momento in cui in cui WhatsApp accede alla rubrica di Tizio necessiterebbe di due autonomi consensi:

  • il primo, quello di Tizio, per l’accesso alla rubrica telefonica;
  • il secondo, quello di Caio, affinché il proprio dato sia raccolto da WhatsApp, analizzato ed incluso nel proprio database;

Tizio, infatti, nel momento in cui presta il proprio consenso affinchè Whatsapp acceda alla propria rubrica e raccolga anche il dato relativo a Caio, sta eccedendo il fine per cui quel dato gli è stato fornito.

In altri termini, introducendo il concetto di “finalità del trattamento”, se noi forniamo il nostro numero di telefono ad un amico affinchè lui possa contattarci, questo non potrà poi comunicarlo a terzi. Questo perchè il fine per il quale abbiamo dato a lui il numero di telefono è quello del contatto diretto con lui e lui soltanto.
Proprio per tale motivo l’amico in questione non potrebbe fornire il numero ai sistemi di Whatsapp Inc., e la predetta società non potrebbe utilizzare quel dato, in quanto voi, non iscrivendovi a WhatsApp, non avete mai espresso il consenso al fine specifico di essere inclusi nei loro database.

Concludendo

In conclusione cosa possiamo ricavarne da questa analisi? In assenza di specifico consenso da parte vostra, Whatsapp o qualsivoglia altro servizio, non potrà utilizzare i vostri dati.
In parole più semplici, una volta raccolto il dato relativo al vostro numero di telefono, questi dovrebbero prontamente cancellarlo appena rilevato che non siete registrati al servizio e manca il consenso all’utilizzo. Non potranno inoltre inviarvi comunicazioni commerciali o altro, e non potranno nemmeno utilizzare il vostro dato al fine di inserirlo in banche dati contenenti tutti i numeri di telefono dei non iscritti al servizio.
In ogni caso voi potrete avvalervi dei diritti di cui all’art. 7 del Codice della Privacy, vale a dire il diritto dell’interessato “ad ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.” nonchè di chiedere la cancellazione di tali dati.

Info sull'Autore

Andrea Rinaldo

Laureato in Giurisprudenza ed appassionato di informatica. Mi occupo di proprietà intellettuale, industriale, privacy ed ICT.

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