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Il corpus digitalis e il diritto di godimento legato all’account.

Ferdinando Tozzi, Avvocato specializzato in Diritto d’Autore e dello Spettacolo e Diritti di Proprietà Intellettuale, introduce la definizione di “corpus digitalis, al fine di inquadrare nel miglior modo quali diritti effettivamente vengono trasferiti quando l’utente decide di pagare il prezzo di un servizio digitale anzichè di un supporto fisico.

E’ però importante aver chiaro che all’interno di un opera si usano distinguere tre componenti: a) l’idea, b) l’espressione dell’idea, c) il supporto materiale. Come detto, il diritto d’autore non tutela le idee in quanto tali ma il modo in cui è espressa un idea, la sua forma. Oggetto del diritto d’autore è dunque l’opera dell’ingegno quale bene immateriale distinto dal possesso (od anche dalla proprietà) del mero supporto (cartaceo, fisico, meccanico, magnetico, digitale) sul quale l’opera è fruibile.

Il supporto in quanto tale è infatti di proprietà di chi lo acquista, ma laddove la fissazione dell’opera dell’ingegno è avvenuta non su di un supporto materiale ma digitale (ad esempio per il downloading di file in rete oppure, ancor di più con lo streaming), il c.d. “acquisto” può essere più che altro considerato un noleggio vita / “account” natural durante.

Dunque, riprendendo il discorso della forma, ad avviso di chi scrive è necessario aggiungere alla classica divisione tra corpus mysticyum (l’opera dell’ingegno tutelata dal diritto di autore) e corpus mechanicum (il supporto materiale ove è fissata l’opera dell’ingegno) un terzo genere che chi scrive si è permesso di definire: il corpus digitalis ove non solo, ovviamente, con il suo trasferimento non si determina il passaggio di alcun diritto di autore, ma si rappresenta una sorta di proprietà a tempo, di licenza personale, ancora meglio un diritto personale di godimento legato all’account, ormai vera e propria seconda identità – da molti appunto definita “digitale” -, per cui mentre un libro (classico corpus mechanicum) si può cedere, come bene, i file (in quanto corpus digitalis) scaricati in rete no o almeno non sempre.

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Info sull'Autore

Andrea Rinaldo

Laureato in Giurisprudenza ed appassionato di informatica. Mi occupo di proprietà intellettuale, industriale, privacy ed ICT.